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Piazza del Plebiscito

Piazza del Plebiscito (in passato Largo di Palazzo o Foro Regio) è una delle più belle e caratteristiche piazze di Napoli il cui nome si deve al plebiscito che, nell’ottobre del 1860, aveva stabilito l’annessione del Regno delle due Sicilie al Regno di Sardegna.

La vera storia di piazza del Plebiscito inizia solo quando il Palazzo Reale fu completato, quando Domenico Fontana, uno dei celebri architetti del palazzo, decise di progettare un “Largo di Palazzo” che si rivolgesse non più verso la «strada Toledana», ma verso il nascente slargo, costruito come se fosse una scenografica quinta architettonica che facesse dialogare città con l’apertura verso il mare.

Piazza del Plebiscito ha una forma molto particolare. La sua struttura è metà semicircolare (quella che parte dalla Basilica di San Francesco di Paola alla metà della piazza circondata dal colonnato) e metà rettangolare, dalla chiusura dell’emiciclo al Palazzo Reale. Ubicata nel pieno centro storico della città, tra il Lungomare e via Toledo, la piazza è ampia circa 25000 metri quadrati. Per questo motivo viene spesso utilizzata come location per grandi eventi, come concerti o fiere.

Come vuole la tradizione, una volta arrivati in piazza del Plebiscito, turisti ma anche gli stessi napoletani si cimentano in un particolare gioco: attraversare bendati la piazza. La sfida consiste nel far camminare una persona bendata da Palazzo Reale verso le due statue dei cavalli poste al centro della piazza. Una missione, a quanto pare, impossibile, vista la naturale pendenza della piazza che tenderà sempre e comunque a far virare la persona bendata rendendogli impossibile un tragitto rettilineo verso le due statue. Inevitabilmente il coraggioso di turno si troverà dall’altra parte della piazza, verso destra o sinistra, senza neanche rendersene conto.

Secondo la leggenda si tratta di una maledizione lanciata dalla regina Margherita di Savoia che obbligava i prigionieri proprio ad attraversare la piazza bendati per salvarsi la vita. Ma nessuno, ovviamente, riusciva a farlo. La spiegazione più logica riguarda, invece, il lastricato di sanpietrini che ricopre la piazza, disposti in modo non rettilineo, tanto da condurre chiunque (ovviamente bendato) da un lato all’altro della piazza senza mai andare avanti in modo rettilineo.